Opere

MANKIND WITH NO NAME

Fotografie della seconda metà del diciannovesimo secolo. Volti di persone anonime, sconosciute, scomparse nei meandri della storia, ma che dichiarano ancora oggi la loro presenza e attualità strappata al fluire degli eventi sociali. Su questi ritratti interviene depositando macchie di acido, corrodendo il bianco e nero della superficie, per portare alla luce il segno di esistenze individuali e di storie irripetibili. Dolz si rivolge alla memoria passata, quella individuale delle nostre famiglie e dei nostri antenati, e quella collettiva della nostra società, e ne riporta a galla il vissuto emozionale. La memoria diventa così un luogo intimo, di esperienze interiori e di emozioni perdute provate nel passato, ma poi riconquistate e riattualizzate nel presente.

EX VOTO

EX VOTO Accade / che le affinità d'anima non giungano / ai gesti e alle parole ma rimangano / effuse come un magnetismo. È raro / ma accade. / Può darsi / che sia vera soltanto la lontananza, / vero l'oblio, vera la foglia secca / più del fresco germoglio. Tanto e altro / può darsi o dirsi. /Comprendo / la tua caparbia volontà di essere sempre assente / perché solo così si manifesta / la tua magia. Innumeri le astuzie / che intendo.Insisto / nel ricercarti nel fuscello e mai / nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre / nel vuoto: in quello che anche al trapano /resiste. / Era o non era / la volontà dei numi che presidiano / il tuo lontano focolare, strani / multiformi multanimi animali domestici; / fors'era così come mi pareva / o non era. /Ignoro / se la mia inesistenza appaga il tuo destino, / se la tua colma il mio che ne trabocca, / se l'innocenza è una colpa oppure / si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, / di te tutto conosco, tutto / ignoro. /EUGENIO MONTALE (Satura, Milano, Mondadori 1971).

ECCE HOMO II IN NEW YORK

Me llamo Llorenç Benedito. Nací en Castellón en 1860 y ahora me estoy muriendo en mi propia cama el 14 de junio de 1938. Las campanas de mi entierro son las bombas de los nacionales que se acercan. Me dijeron que al morir se ve la vida entera. Me dijeron la verdad. No me espanta la muerte ni el encuentro con Dios. Pero aguaita sin tregua la pregunta sobre lo que dejo aquí abajo cuando las bombas callen y termine esta sucia guerra unos contra otros en nuestra propia tierra. Al mundo he dado dos hijas e inmensos arrozales.  

DE LA TIERRA, Spai Cultural Obert Les Aules, Castellón, Spain

CATALOGO: https://issuu.com/culturadipcas/docs/dolz_issuu DE LA TIERRA, Una exposición de Michele Dolz. Ciclo Metáforas sinestésicas de Marte Modern Art Experiences. Espai Cultural Obert Les Aules. Diputación de Castellón. 

2016 - How Deep is the Ocean

Opere dense e simboliche, un colore stratificato e metaforico, una stesura dove la materia cromatica vibra di fermenti vitali: nel suo recentissimo ciclo, Michele Dolz lavora attraverso codici allusivi in una pittura che suggerisce una riflessione complessa e articolata sull’animo umano e sui suoi arcani.Il titolo è ripreso dalla canzone How Deep is the Ocean di Irving Berlin e si ispira anche a un’altra canzone, Com’è profondo il mare di Lucio Dalla: due testi che si riferiscono alle profondità dell’uomo, a sentimenti d’amore e di dolore e ad abissi inconsci, alla libertà e alla sua limitazione, alle ascese e alle cadute, alle passioni, alle emozioni e alla loro cancellazione. 

2015 - Still Life 200

Nell’arte della pittura – in quanto distinta, si osservi bene, dall’arte del colorire – quello che conta è stimolare in qualche modo la coscienza dei valori tattili; affinché il dipinto valga almeno l’oggetto rappresentato, nella capacità di stimolare l’immaginazione tattile.  (Bernard Berenson)

2015 - Creatures

Non c’è nascita e morte, qui; c’è solo pulsare di cuori e peristalsi muscolari, fremiti di squame e strepiti di zoccoli immobili. Eppure i colori sono opachi e freddi, e rimandano all’orizzonte desolato di un deserto di inaudite solitudini, mentre il corpo fisico degli animali e degli oggetti si consuma di una ruggine inquieta.L’unica luce di queste creature, di questi reperti sospesi, è il loro lirismo travolgente, l’irresistibile densità di muta poesia che è loro propria. È una liricità che neppure cerca la metafora o l’esplicita evocazione, ma che basta a se stessa ripiegata nel suo nucleo di sentimento e trascolora sul lento impulso che forma l’immagine, che addensa o diluisce a poco a poco i contorni e le sagome.  (Dalla presentazione di Giorgio Seveso)

2014

Il pesce non sfugge (S. Ambrogio)

2013 - The way

Our greatest weakness lies in giving up. The most certain way to succeed is always to try just one more time. (Thomas A. Edison) 

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