Articoli e idee

JAN FABRE: QUESTIONE DI VITA E DI MORTE

Gli antichi egizi lo chiamavano
kheperer e lo ritenevano un potente
amuleto. Lo scarabeo sacro,
simbolo di rinascita, è onnipresente
nell’arte egizia come negli
stessi geroglifici.

Sant’Orsola prima & dopo Caravaggio

Poche sante hanno avuto un culto e una devozione tanto estesa quanto sant’Orsola, seconda solo a santa Caterina d’Alessandria. Ha di certo aiutato la romanzesca agiografia, un action thriller di tempi lontani... (Studi Cattolici 686, aprile 2018)

DURER E L'ITALIA

aveva solo tredici anni quando disegnò lo stupefacente autoritratto a punta d’argento.

L'ANGELO SPARITO

Un trhiller sulla perdita del San Matteo e l'angelo, di Caravaggio.

KIENHOLZ: BRUTTEZZA COME BELLEZZA

The Bear Chair, 1991

La bambina bambola scoperta è incastrata nella sedia e legata in modo spaventoso e impossibile. Il pesante orso si riposa sulla sedia stessa, con i rozzi stivaloni alle gambe tozze e si specchia ebete sulo sgraziato mobiletto da toilette. Alcuni uccellini bianchi immacolati svolazzano attorno. Uno è stato schiacciato dallo scarpone della bestia, che ha scritto sul tavolino: se parli, riduco tua mamma tanto tanto male.

Lorenzo Belenguer - So much in so little

Quando li vidi per la prima volta fui costretto a fermarmi. Quei lavori avevano la semplicità solenne di un aforisma. Una di quelle poesie in pochi, semplici versi, il versetto di un salmo.

Pietro Geranzani: Creatività e Creazione

Occorre anzitutto distinguere la pulsione creativa dell'artista dalla natura creatrice, che è necessità biologica, atta alla permanenza della specie. L'attività creativa dell’artista combina l'impulso a manifestare la propria presenza nel mondo con l'opera, che si rende monumento, così da tramandare tutto ciò che è strettamente connesso con la mortalità dell’essere-nel-mondo.  

   L’opera d’arte gli sopravvive per antonomasia. “Io l’ho creata” è il termine ambiguo che delinea la faticata messinscena del tentativo di eguagliare la pulsione creativa alla natura creatrice.

Caroline Johnson - Sacro contemporaneo

Probabilmente è l’Italia il paese in cui si poteva scrivere questo libro. I paesi di tradizione cattolica, e tra questi in primo luogo l’Italia. La mia cara Londra, per esempio, è ancora capitale mondiale dell’arte contemporanea, ma il tema del sacro non è sentito. Un po’ per la tradizione anglicana poco interessata all’immagine religiosa, un po’ per la secolarizzazione avanzata, un po’ per la multiculturalità. In Italia, di meno in Spagna e Francia, il problema c’è. Si continuano a costruire chiese e a fare opere d’arte per esse.

HOPPER, T'AMO NON T'AMO

58 opere di Edward Hopper a Palazzo Fava, a Bologna. Un'occasione per riflettere sull'artista americano.

PIETRO GERANZANI: Carne e cenere, pittura e vanità

Quando un corpo arriva al Manikarika Ghat viene per prima cosa lavato nel Gange, viene poi disteso sulla pira con la testa a nord e i piedi a sud, viene cosparso di polvere di legno di sandalo e poi gli occhi di ghi, il burro chiarificato, e poi asperso di qualche goccia di acqua del sacro fiume. Dopo poco il sudario viene spogliato dei veli porpora e oro e tutti questi strati sono gettati a terra, in mezzo ai cani e ai resti delle cremazioni precedenti. Piano i veli accartocciati si accumulano verso la riva, dove galleggiano fra pezzi di legno, paglia, altra stoffa, sottile lamina dorata che riluce dappertutto. Il sudario è bianco, con la testa morta libera, giallastra. È pronto per le fiamme...

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