Bibliografia

Una luce nell’oscurità della notte

Chiara Canali, catalogo
Venerdì, 18 Maggio, 2012

Nella serie di opere intitolata «Notte Oscura» la ricerca di Michele Dolz si confronta con il tema naturale della Montagna, soggetto già ripreso e indagato da molti autori dal '700 ai nostri giorni, come testimonia la mostra "Montagna arte scienza e mito" realizzata al Mart di Rovereto nel 2003.

Sei domande a Michele Dolz

Davide Coltro
Sabato, 13 Dicembre, 2008

DC. Il titolo della mostra non lascia dubbi ed è come volesse suggerire una conversazione sullo spirito perché è il silenzio che sembra portare direttamente all’interiorità. La tua risposta viene forse da una pittura vicina alle frontiere del silenzio interiore, quello che trascende i sensi stessi.

 

MD. È abbastanza vero. I miei dipinti non raffigurano esattamente qualcosa ma non sono nemmeno astrazioni. Io li vedo come una sorta di sguardo perso, quel modo di guardare senza guardare mentre la mente e le emozioni sono un po’ lì e un po’ altrove.

 

Oltre la natura

Maurizio Ceccheti, «Studi Cattolici»
Lunedì, 1 Giugno, 1998

Ricordo una battuta di Degas sull’impressionismo: «C’est plein de courants d’air». Intendeva dire che all’en plein air preferiva il chiuso del proprio studio, la luce opaca che filtrava dai finestroni quasi mai lavati dell’atelier. Una garanzia di «verità», la verità della propria memoria. Quel precipitato che resta quando hai dimenticato tutto quello che sai della realtà.

Schegge colorate incendiano la tela

Francesca Bonazzoli in "Corriere della Sera"
Giovedì, 21 Maggio, 1998

Edificato nel 1477 accanto alla Basilica di Sant’Ambrogio e poi affrescato da Bernardino Luini, l’Antico Oratorio della Passione, ora spazio espositivo, è come una prova del fuoco per quanti vi espongono. Nessun’arte di maniera, nessuna esercitazione d’accademia può lì conservare la maschera e celarsi agli occhi di chi guarda. Saper dipingere bene non conta e può addirittura diventare penalizzante. Il primo requisito che qui deve avere un artista è la forza della propria idea.

Del luogo, della forma e dell’impossibile creazione

Andrea Beolchi, catalogo
Martedì, 5 Maggio, 1998

Abbiano imparato a stordirci di tanti libri e abbiamo dimenticato come leggere una luce, la ruga di un volto: mi ha impressionato, quell’annotazione di Guido Ceronetti. per la sua disadorna verità; soprattutto perché trovo in quelle parole un segnale di solidarietà nella fatica di porre al centro la «visione», radice sepolta non solo per la pittura ma per l’intero spettro dell’arte: questa solo la riporta a un’unità con la vita dell’uomo che altrimenti, per via di cultu­ra, sarebbe oggi dispersa.

INTRANSIGENTE SEMPLICITÁ

Roberto Borghi
Lunedì, 14 Ottobre, 1996

Non sempre ciò che è essenziale è anche semplice. C’è, tuttavia, un modo di essere semplici che conduce quasi automaticamente ad essere essenziali: è la cosiddetta «semplicità di cuore», che consiste nel prendere in considerazione le cose senza troppi preamboli e che, evangelicamente intesa, significa affrontare la complessità sapendo dire «sì sì, no no» quando è il caso di dirlo.

Intransigente semplicità

Roberto Borghi
Lunedì, 14 Ottobre, 1996

Non sempre ciò che è essenziale è anche semplice. C’è, tuttavia, un modo di essere semplici che conduce quasi automaticamente ad essere essenziali: è la cosiddetta «semplicità di cuore», che consiste nel prendere in considerazione le cose senza troppi preamboli e che, evangelicamente intesa, significa affrontare la complessità sapendo dire «sì sì, no no» quando è il caso di dirlo.

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